
L'Eta torna a colpire in Spagna con un attentato che voleva provocare una strage: un furgone bomba è esploso alle quattro del mattino vicino a una caserma-alloggio della guardia civile a Burgos, nel nord del Paese, provocando 46 feriti lievi, fra cui sei bambini, e ingenti danni. Ne danno notizia fonti delle forze di sicurezza citate dalle agenzie. L'esplosione non è stata preceduta dalla rituale chiamata di preavviso da parte dell'organizzazione indipendentista armata, per cui l'edificio colpito non era stato evacuato. I feriti, trasferiti in ospedale, sono soprattutto agenti della guardia civile e loro familiari, sorpresi dall'esplosione nel sonno. Le loro condizioni, secondo fonti del servizio sanitario di Castilla y Leon, non destano preoccupazioni e molti sono già stati dimessi. Nell'attentato, che non è ancora stato rivendicato ufficialmente dall'Eta, sono stati impiegati circa 500 chili di esplosivo, secondo fonti investigative. L'onda espansiva dell'esplosione ha danneggiato anche gli edifici adiacenti la caserma-alloggio della guardia civile. Il furgone, secondo le prime indagini, era stato parcheggiato ieri sera nei pressi della caserma, a 16 metri dalla facciata posteriore, dove l'esplosione ha provocato un grande cratere nel suolo. La caserma di Burgos è da tempo nel mirino dei terroristi. Secondo il risultato dell'inchiesta seguita alla disarticolazione del commando Vizcaya dell'Eta, ordinata dal giudice Baltazar Garzon nel 2008, la banda indipendentista armata era in possesso di informazioni e documentazione raccolta da Inigo Gutierrez su ordine dell'allora leader del gruppo, Arkaitz Goikoetxea, per attentare contro la caserma. Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha condannato l'attentato ed espresso solidarietà alle vittime. ATS
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