
Dopo un anno di tregua armata con il potere socialista, i vescovi spagnoli hanno lanciato oggi un duro attacco contro il progetto di riforma dell'aborto voluto dal premier José Luis Zapatero. In una nota, la Conferenza episcopale spagnola (Cee) ha denunciato come "una fonte di immoralità e di ingiustizia tutto il testo" del disegno di legge approvato dal governo, che ora deve passare all'esame del Parlamento. I vescovi hanno lanciato un appello ai parlamentari cattolici perché non votino la riforma Zapatero. Il disegno di legge approvato in prima lettura il 14 maggio dal governo, afferma la dura nota dei vescovi, è "un serio passo indietro" rispetto alla legge attuale "già di per sé ingiusta". "In accordo con la dottrina della Chiesa, nessun cattolico coerente con la sua fede potrà approvarlo o dargli il suo voto" avverte la Cee. Il disegno di legge prevede fra l'altro che la donna possa scegliere liberamente se abortire o meno entro le prime 14 settimane, una facoltà concessa anche alle minorenni, a partire dai 16 anni, senza l'obbligo di consultare o informare i genitori. Fino a 22 settimane l'aborto è poi possibile in caso di deformazione del feto o di grave rischio per la salute psicofisica della donna, dietro parere medico. La legge attuale, in vigore dal 1985, consente l'aborto solo in caso di stupro, malformazione del feto o rischio per la salute fisica o psichica della madre. La nota dei vescovi denuncia come "nelle prime 14 settimane la gestante decida della morte di colui che deve nascere: è una violazione del diritto alla vita trattata come un diritto". L'offensiva della Cee rischia di acuire le tensioni interne del Partito socialista (Psoe) di Zapatero sulla riforma. Diversi esponenti dell'ala cattolica del partito hanno espresso riserve, soprattutto sull'articolo che consente il "libero aborto" delle adolescenti senza consultare i genitori. Il governo Zapatero non ha la maggioranza in Parlamento da marzo, dopo la rottura con i nazionalisti baschi del Pnv e deve contare su un appoggio compatto di tutti i piccoli partiti di sinistra per fare approvare la legge, nel migliore dei casi per una manciata di voti. Secondo alcuni osservatori la riforma dell'aborto è stata voluta da Zapatero proprio per cercare di compattare attorno al governo, in difficoltà in Parlamento, i voti della sinistra. Il Partido Popular ha già annunciato che se la legge passerà, farà ricorso alla Corte Costituzionale. Secondo un sondaggio Nc Report, il 43,8% della popolazione è contrario alla nuova legge, il 41,7 è a favore. ATS
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