
Al sovrappopolamento carcerario - fenomeno che affligge in particolare le prigioni romande - si potrebbe rimediare inviando i detenuti della Svizzera occidentale negli stabilimenti della Svizzera tedesca. È la proposta avanzata oggi nella "Tribune de Genève" dal criminologo André Kuhn. Secondo lo specialista, il "parco" elvetico di circa 7000 posti di detenzione - per un totale di 6600 carcerati - è gestito in modo "calamitoso". Kuhn cita l'esempio di Champ-Dollon (GE), uno stabilimento destinato alla detenzione preventiva nel quale si trovano attualmente circa 250 prigionieri in esecuzione della pena. Qualora queste persone fossero trasferite in carceri idonei - rileva il criminologo - il sovrappopolamento incontrato da anni a Champ-Dollon "non esisterebbe più". Gli scambi con la Svizzera romanda esistono; dovrebbero invece essere intensificati gli scambi con la Svizzera tedesca, osserva Kuhn. La criminalità è la stessa a Ginevra che a Berna o Zurigo: "diversa è invece la risposta sociale, politica e giudiziaria". I romandi - afferma il criminologo - sono più "punitivi" degli svizzeri-tedeschi. La Svizzera latina genera il 35% della popolazione carceraria elvetica, mentre rappresenta il 30% della popolazione. Fra le altre piste suggerite dal criminologo per rimediare al sovrappopolamento carcerario: permettere alle persone senza statuto legale di lavorare in Svizzera, ricorrere maggiormente alla tecnologia per impedire determinate infrazioni (quali condizionare la messa in moto dell'automobile ad un etilometro, GPS che regola la velocità del veicolo), nonché instaurare la vendita controllata di stupefacenti, per evitare lo spaccio di strada. ATS
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