
Fahad Khammas, un iracheno protagonista del documentario "La Forteresse" del regista vodese Fernand Melgar, può restare provvisoriamente in Svizzera. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha infatti emesso oggi una misura cautelare contro la sua espulsione. Khammas avrebbe dovuto lasciare Zurigo alle 06.30 di stamane con un volo diretto a Stoccolma, ma il giovane iracheno ha fatto resistenza e il pilota ha deciso di farlo scendere dall'aereo, ha detto alla televisione romanda lo stesso Melgar, che in precedenza aveva organizzato all'aeroporto zurighese una manifestazione per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica. L'iracheno aveva presentato richiesta di asilo dapprima in Svezia, ma senza successo, e in seguito in Svizzera. L'Ufficio federale della migrazione aveva quindi deciso per la non entrata in materia. Al riguardo il TAF dovrebbe emettere una sentenza definitiva nel giro di due settimane. La sezione svizzera di Amnesty International ha intanto formulato gravi accuse nei confronti degli agenti di polizia incaricati dell'espulsione: avrebbero infatti legato l'iracheno, mettendolo di forza sull'aereo, e quando ha reagito gridando gli avrebbero tappato la bocca con del nastro adesivo. Le accuse sono state seccamente respinte dal portavoce della polizia zurighese Marcel Strebel: l'iracheno, ha detto, non è stato né percosso, né maltrattato, e in nessun momento è stato imbavagliato. Strebel ha invece confermato che il candidato all'asilo si è dimenato con forza, urlando: proprio per questo motivo il pilota lo ha fatto scendere. Amnesty ha chiesto che sulla vicenda venga avviata un'inchiesta. ATS
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