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Estero
Somalia: strage a Mogadiscio, islamici avanzano a ovest
Redazione
18 anni fa

E' continuata anche oggi la strage infinita a Mogadiscio, di cui sono vittime soprattutto civili innocenti. Questo mentre gli integralisti islamici hanno conquistato un'importante città nell'ovest, non lontana dai confini etiopici: una scelta strategica che potrebbe essere dettata dalla volontà di provocare reazioni armate di Addis Abeba, ritiratesi in gennaio dalla Somalia dopo due anni. Nella capitale è sempre più battaglia furiosa tra insorti fondamentalisti 'duri', che non solo respingono, ma tentano di minare alle fondamenta il nuovo governo nazionale a guida di moderati islamici, peacekeepers panafricani e truppe regolari. La battaglia è iniziata ieri mattina con un attacco contro una base di soldati somali, ed è continuata - allargandosi - per tutta la giornata, per poi riprendere oggi. Con ampio ricorso ad armi pesanti, che - come sempre - hanno fatto strage di civili. Non ci sono bilanci ufficiali, ma l'attendibile organizzazione umanitaria locale Helman Peace and Human Rights parla di almeno una cinquanta civili morti. Ed altre fonti concordi segnalano che tra i combattenti in armi i morti debbano essere non meno di 30. Ben più di cento i feriti, alcuni molto gravi. L'obiettivo è chiaro: fare di tutto perché il nuovo governo, varato venerdì scorso ed approvato sabato sera a stragrande maggioranza a Gibuti, vi siede per motivi di sicurezza il Parlamento, non sia in grado di rientrare, come si é impegnato a fare, a Mogadiscio. Dove, peraltro, l'altro ieri é arrivato il neopresidente Skeikh Sharif Ahmed (che fu leader delle Corti coraniche quando, nella seconda metà del 2006, controllavano buona parte della Somalia: furono poi sbaragliatedall'invasione delle truppe etiopiche), che sta tessendo sul campo trattative con altri islamici moderati e gli 'elders', in pratica i saggi, i vari capi di clan e sottoclan senza il cui appoggio tutte le strade di pace sarebbero precluse. ATS

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