
Un cargo ucraino con un ingente carico d'armi e tank è da ieri in mano ai pirati che, ancora una volta, sono entrati in azione nelle acque antistanti la Somalia. Almeno 33 micidiali carri armati T-72 russi, munizioni e lanciagranate potrebbero ora finire nelle mani dei fondamentalisti islamici somali di al Shabaab (la gioventù, in arabo), legati ad al Qaida e che già controllano ampi settori, anche molto strategici, della Somalia. Uno scenario quasi da apocalisse, che sta mettendo in enorme allarme intelligence e diplomazia internazionale: con tali armi nelle mani - notano gli esperti - i miliziani di al Shabaab potrebbero infliggere ulteriori gravissimi colpi. Non è forse un caso che proprio oggi Mosca abbia annunciato che un suo guardacoste, l'Intrepido, fortemente armato - 210 uomini di equipaggio, missili terra-aria e antisommergibile oltre ad un elicottero Ka-27 - è in rotta rapida dal Baltico verso le acque somale. All'origine della pericolosa spirale l'ennesimo sequestro di una imbarcazione al largo della Somalia. Ieri pomeriggio, intorno alle 19:00 locali (le 18:00 in Svizzera) pirati hanno catturato un cargo ucraino - battente bandiere del Belize - di nome 'Faina'. Avrebbe potuto essere un assalto simile ai tanti avvenuti in precedenza, ma non lo è, anche se non è chiaro se i pirati lo sapessero. La nave trasportava infatti 33 T-72, munizioni e lanciagranate. Lo hanno dichiarato fonti ufficiali ucraine, precisando - e Nairobi ha confermato - che le armi dovevano essere consegnate all'esercito keniano. A cui l'Ucraina in passato ha già venduto armi, tra cui 77 T-72. La nave cargo - con a bordo 17 ucraini, tre russi ed un lettone - si stava dirigendo verso Mombasa, principale porto del Kenya. Ma prima di arrivare a destinazione, è stato intercettato. Ora, secondo alcuni osservatori, per quanto riguarda il suo carico, gli scenari sono due. O un riscatto altissimo - di solito per navi 'normali' si va dai due ai sei milioni di dollari - o quello apocalittico dei T-72 in mano si fondamentalisti islamici. Intanto il guardacoste russo naviga veloce. Ufficialmente l'intenzione è quella di prendere parte, seppur autonomamente, ad operazioni contro la pirateria nelle acque somale. Il presidente francese e presidente di turno dell'Ue Nicolas Sarkozy aveva di recente invocato in tal senso una grande mobilitazione internazionale. Forte l'eco mediatica ma, almeno finora, nessun concreto risultato. ATS
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