
Sono ormai oltre 1,5 milioni i profughi somali che hanno cercato salvezza in zone del Paese più sicure. È quanto ha reso noto oggi a Nairobi l'Unhcr, l'organizzazione Onu che si occupa di profughi e rifugiati. Nella nota si precisa che in maggioranza si tratta di donne e bambini, "vittime - stando all'Unhcr - delle violazioni dei diritti umani compiute quotidianamente, e impunemente, in Somalia". Alla fine di marzo, il numero dei profughi interni in Somalia era di 1,3 milioni; aumentato poi a causa dei violenti combattimenti, soprattutto a Mogadiscio. Ma negli ultimi due mesi, in particolare nelle capitale, i combattimenti sono ripresi con estrema violenza, e l'Onu segnala che ci sono circa 95'000 nuovi profughi, 77'000 dei quali in fuga dalla capitale. Sono in una situazione disperata, senza accesso alle esigenze di base quali acqua, cibo, cure sanitarie ed educazione. Ragioni di sicurezza - gli attacchi ai convogli umanitari sono continui - rendono poi estremamente complessa e rischiosa la consegna degli aiuti umanitari. In generale, poi, almeno altri 500'000 somali vivono in condizioni disperate in campi profughi nei Paesi confinanti: la grande maggioranza (313'000 circa) in Kenya; oltre 146'000 a Gibuti e 45'000 in Etiopia. ATS
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