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Estero
Somalia: ministro sicurezza ucciso in attentato suicida
Redazione
17 anni fa

I ribelli islamici somali del gruppo al Shabab, legato ad Al Qaida, hanno rivendicato un attentato suicida contro un hotel di Beledweyne, a nord di Mogadiscio, nel quale oggi sono rimaste uccise almeno 25 persone, tra cui il ministro per la sicurezza interna, Omar Hashi Aden. "Al Qaida considera la Somalia un luogo strategico: vogliono trasformarlo in un paradiso sicuro per i criminali", ha affermato il presidente somalo Sheikh Sharif Ahmed nel dare la notizia. L'attentato con un'autobomba è stato rivendicato da al Shabab, che in arabo significa "gioventù", il gruppo di estremisti islamici che controlla più di metà del paese. Vi sarebbe anche una quarantina di feriti. "Uno dei nostri mujaheddin ha sferrato questo sacro attacco, e il cosìddetto ministro della sicurezza e i suoi uomini sono rimasti uccisi", ha detto ai mass media locali Sheikh Ali Mohamud Rage. E' il più grave attentato suicida mai compiuto in Somalia. L'attentatore ha scagliato una berlina Toyota carica di esplosivo contro la hall dell'hotel Medina proprio quando il ministro e il suo seguito stavano per uscire. Una grande deflagrazione ha distrutto gran parte dell'hotel. Pezzi di corpi carbonizzati e maciullati sono volati ovunque per un raggio di diverse centinaia di metri. Il ministro Aden aveva trasformato da mesi l'hotel di Beledweyne, capitale della provincia di Hiraan, nel suo quartier generale per le operazioni contro i ribelli di al Shabab. Fra i morti finora accertati vi è anche l'ex ambasciatore somalo in Etiopia, Adrkarin Farah Laqanyo. Il massacro di oggi marca un'escalation nella lotta degli estremisti di al Shabab contro il presidente islamico moderato Ahmed, eletto alla fine del gennaio scorso. Sotto il controllo degli insorti sono tutto il sud del paese, ai confini del Kenya, e gran parte del centro. Nella capitale Mogadiscio si combatte aspramente: proprio ieri sono rimaste uccise quasi 30 persone negli scontri di casa in casa, compreso il capo della polizia di Mogadiscio. Si calcola che dall'inizio dell'offensiva di al Shabab contro le truppe governative, all'inizio di maggio, siano morte in Somalia circa 300 persone. Secondo l'ONU, inoltre, più di 122 mila persone sono allo sbando, fuggite dalle loro case dall'inizio dei combattimenti. ATS

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