
Il nuovo governo somalo oggi ha approvato l'instaurazione della 'sharia', la legge coranica, nel Paese. Il provvedimento deve ora passare al vaglio del Parlamento, il cui parere favorevole è dato per scontato. Lo rende noto l'edizione on line di Shabelle, autorevole network somalo, che precisa che hanno votato a favore i 20 (su 36) ministri presenti alla riunione, tenutasi a Mogadiscio. Quello della proclamazione della sharia era un impegno che il nuovo presidente Sceikh Sharif Sceikh Ahmed aveva preso con alcuni leader religiosi e capi clan alla fine dello scorso febbraio, in cambio di un cessate il fuoco. E da allora l' insurrezione islamica si è affievolita, anche se resta molto forte il gruppo degli al Shabaab, integralisti, ritenuti il braccio armato somalo di al Qaida, che controlla buona parte del sud e del centro del Paese, contrari a ogni trattativa. Comunque il presidente è da sempre favorevole alla sharia. Del resto era stato leader delle corti coraniche, che appunto l'imposero, quando nella seconda metà de 2007 controllavano Mogadiscio e buona parte della Somalia. Furono poi sbaragliate dall'intervento delle truppe etiopiche, ritiratesi in gennaio. Ma Sceikh Ahmed rappresenta l'anima moderata dell' islamismo, e la sua lettura della sharia è ben diversa da quella rigida e fanatica degli shabaab, un'interpretazione che il presidente ha più volte formalmente condannato. ATS
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