
Almeno 12.000 persone, secondo una stima dell'Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr), nella scorsa settimana hanno lasciato le loro case a Mogadiscio a causa dell'intensificarsi dei combattimenti nella capitale somala. "E' una stima molto al ribasso", ha spiegato Catherine Weibel, portavoce dell'Unhcr. Almeno la metà di questi 12.000 profughi hanno cercato rifugio nella stessa Mogadiscio, mentre il resto hanno raggiunto Afgoye, a circa 30 km a sudovest. A due anni dall'inizio degli scontri tra i ribelli islamici ed il governo somalo, sostenuto dai militari etiopici, la violenza è riesplosa martedì notte quando gli insorti hanno bombardato la base della forza di pace dell'Unione africana. I militari hanno reagito con un pesante fuoco di ritorno ed invadendo con un carro armato un mercato considerato covo dei ribelli. In quest'ultimo scontro sono rimaste ferite più di 110 persone, tutte ricoverate nei due ospedali di Mogadiscio. Molti sarebbero però, secondo la Croce rossa internazionale, i feriti che non sono riusciti a raggiungere le strutture di soccorso. ATS
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