
Il Tribunale distrettuale di Soletta ha condannato oggi alla prigione a vita i due uomini e la donna, tutti svizzeri, accusati per il triplo omicidio del 5 giugno 2009 a Grenchen. I due uomini sono rei confessi, mentre la donna ha sempre negato di essere stata la mente del delitto. La sera del 5 giugno 2009 i due imputati, un 35enne ex campione svizzero di lancio del martello e un 27enne dalle occupazioni precarie, erano penetrati nell'appartamento di una famiglia a Grenchen, avevano ucciso con una pistola il padre 60enne e avevano soffocato con sacchi di plastica sua moglie e la figlia, per poi far man bassa di ogni cosa di valore. Avevano però trovato soltanto 5'000 franchi, 600 euro, quattro orologi e gioielli da pochi soldi. La corte ha seguito il pubblico ministero, che aveva chiesto l'ergastolo per entrambi e per la coimputata 51enne, al quale i due dovevano parecchi soldi. La difesa del 27enne aveva chiesto una pena ridotta a 12-16 anni per il suo assistito, mentre il difensore del 35enne non aveva formulato richieste precise, auspicando tuttavia una pena non superiore a quella inflitta al più giovane complice. L'avvocato della donna, infine, aveva chiesto una pena con la condizionale, totale o parziale, sostenendo che doveva essere condannata solo per favoreggiamento, complicità in rapina e violazione della legge sulle armi, ma non per assassinio. ATS
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