
Il leader del Cremlino Vladimir Putin mette fine dopo due giorni al giallo su Edward Snowden, la 'talpa' del Datagate ricercato dagli Usa per spionaggio: "Si trova nella zona di transito dell'aeroporto Sheremetevo di Mosca", svela incalzato dai giornalisti in una conferenza stampa in Finlandia. Mosca non lo consegnerà agli Stati Uniti, perchè non ha nessun accordo di estradizione, aggiunge, respingendo poi le accuse americane come "deliranti e sciocche". Ma nello stesso tempo spera che la vicenda non intacchi le relazioni bilaterali ed auspica che Snowden parta al più presto: "Quanto prima sceglierà la sua destinazione finale, tanto meglio sarà per lui e per noi". Dopo aver imbarazzato e beffato Washington per due giorni, Putin sembra non voler tirare oltre la corda per non spezzare i sempre più fragili rapporti con la Casa Bianca sui grandi dossier internazionali. A partire dalla Siria: oggi a Ginevra sono già saltati i negoziati russo-americani sulla conferenza di pace. Non è stata neppure fissata la data del prossimo round e il mediatore internazionale Lakhdar Brahimi si è detto pessimista sulla possibilità di convocare Ginevra 2 entro luglio. Anche il segretario di Stato Usa John Kerry ha detto che Washington non cerca lo scontro. Ma in serata la Casa Bianca è tornata a insistere pesantemente, intimando alla Russia di espellere Snowden "senza altri ritardi" perchè la richiesta di estradizione "si fonda su chiare basi legali". E tuttavia il presidente russo ha fissato la sua linea. Nessuna collaborazione con gli Usa su un caso che, come quello del fondatore di Wikileaks Julian Assange, rischia in fondo di fare solo chiasso per nulla: "È come tosare un maialino: tanti grugniti ma poco pelo", ha chiosato con una battuta. Putin ha evocato non solo la mancanza di accordi di estradizione con gli Usa ma anche il fatto che il trentenne americano è arrivato a Mosca "in modo del tutto inatteso per noi" come "passeggero di transito" e "non ha varcato la frontiera, quindi non ha bisogno di visto nè di altri documenti". E "fortunatamente non ha commesso alcun crimine nel territorio russo". Per Mosca dunque non c'è alcun elemento formale per intervenire, anche se nella zona di transito dell'aeroporto un cittadino straniero non potrebbe restare oltre 24 ore, come si legge nel sito dello scalo. Putin ha escluso anche che i servizi segreti russi abbiano mai lavorato o stiano lavorando con Snowden, come avevano insinuato alcuni media. Il Cremlino quindi si chiama completamente fuori, come aveva anticipato poche ore prima il ministro degli Esteri russo Lavrov: "Non abbiamo nulla a che fare con Snowden, con le sue relazioni con il dipartimento Usa della giustizia o i suoi movimenti intorno al mondo, ha scelto la sua rotta da solo, noi abbiamo saputo dai mass media". "Sono del tutto infondati e inaccettabili i tentativi di accusare la Russia di aver violato le leggi degli Usa e di aver quasi montato un complotto, il tutto accompagnato da minacce contro di noi", ha aggiunto. Anche Pechino ha respinto come "infondate" le accuse Usa di aver lasciato partire Snowden da Hong Kong. Ma Kerry ha ricordato a Mosca che "ci sono standard di comportamento tra nazioni sovrane, c'è il 'common law'", invitandola a rispettare una normale richiesta "legale" avanzata da una nazione partner e da uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Richiesta finora caduta nel vuoto, mentre Wikileaks non esclude che Snowden possa restare permanentemente in Russia a causa dell'annullamento del suo passaporto e delle minacce degli Stati Uniti ai Paesi intermediari. Intanto si aggira come un fantasma nella zona transito, dove nessuno finora è riuscito ad avvistarlo. ATS
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