
In Slovenia si sono aperti stamane alle 7 (stessa ora svizzera) i seggi per il ballottaggio delle elezioni presidenziali, che vedono favorito l'ex primo ministro socialdemocratico Borut Pahor. Stando ai sondaggi della vigilia, che lo danno tra il 55 e il 65 per cento dei consensi, Pahor ha un'altissima probabilità di subentrare al presidente uscente Danilo Turk. L'ex premier gode dell'appoggio del suo partito, i Democratici sociali (Sd), ma per vincere si è rivolto soprattutto al centro liberale e agli elettori di destra che al primo turno sono rimasti senza il loro candidato, eliminato. Dando un appoggio indiretto alle misure di risparmio del governo conservatore di Janez Jansa, Pahor ha promesso di lavorare per trovare un compromesso nazionale per uscire della crisi economica. Il liberale e moderato Turk si è concentrato invece a motivare l'elettorato della sinistra tradizionale a recarsi alle urne. Dopo molti scontri, anche personali, che ha avuto con Jansa nell'ultimo anno, in campagna elettorale ha rotto completamente con il governo, sostenendo l'idea di un esecutivo tecnico con il mandato di alleggerire i tagli alla spesa pubblica e salvare lo Stato sociale con nuove tasse. Il ballottaggio si tiene in un clima sociale teso e deteriorato a causa della crisi economica, che ha accentuato la protesta popolare. Venerdì sera una manifestazione contro la politica di austerità è sfociata a Lubiana in scontri con la polizia, con un bilancio di decine fra arresti e feriti. Per i circa 1,7 milioni di elettori i seggi chiuderanno alle 19, e subito dopo sono attesi gli exit poll. Si prevede che entro le 21 saranno disponibili i risultati quasi definitivi. ATS
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