
La Slovacchia ha deciso di rifiutare al presidente ungherese Laszlo Solyom l'ingresso nel territorio slovacco, secondo quanto annunciato in una conferenza stampa straordinaria oggi dallo stesso premier Robert Fico. Solyom era atteso stasera a Komarom, il porto slovacco sul Danubio alla frontiera con l'Ungheria, per inaugurare una statua di Santo Stefano, fondatore dello Stato ungherese. "Solyom arriva per provocare un conflitto", ha detto Fico argomentando che la sua visita privata nel giorno del 41/o anniversario dell'invasione sovietica della Cecoslovacchia "è una grave offesa che può scatenare un conflitto". Solyom, ha detto sarà informato alla frontiera che il suo ingresso "non è gradito" e che se entra violerà il diritto slovacco e internazionale. Nel frattempo, dall'Ungheria, l'agenzia Mti ha reso noto che il presidente Solyom ha rinunciato alla sua visita in Slovacchia. Un appello a Solyom a rinunciare alla sua visita era stato lanciato oggi anche dal presidente slovacco Ivan Gasparovic e dal ministro degli esteri Miroslav Lajcak. Secondo un comunicato del ministero, la visita potrebbe danneggiare ulteriormente i rapporti bilaterali e provocare reazioni degli estremisti. La Slovacchia ricorda oggi i 41 anni dall'invasione nel 1968 da parte di cinque paesi, Ungheria inclusa, del Patto di Varsavia. Solyom aveva annunciato come privata la sua visita evitando di incontrare rappresentanti dello stato slovacco. Da tempo fra i due paesi serpeggiano tensioni etniche a causa della minoranza magiara in Slovacchia, che conta circa 500'000 persone su 5,4 milioni di abitanti. I rapporti sono deteriorati dal 2006, quando entrarono a far parte del nuovo governo di centro sinistra di Fico gli estremisti del Partito nazionale Sns di Jan Slota. Una recente legge del parlamento a Bratislava che impone l'obbligo dello slovacco come sola lingua ufficiale nei luoghi pubblici, pena altrimenti multe salate, ha provocato un'ondata di accese proteste da parte di Budapest. ATS
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