
Qusayr, dove da tre settimane imperversa la guerra civile siriana, è una città fantasma, da cui è difficile anche fuggire. È l'allarme lanciato dall'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati (Unhcr) che sottolinea come i civili abbiano "aperto una nuova rotta per fuggire verso il Libano" ma, secondo le prime testimonianze, "il viaggio è estremamente difficile e i combattenti prenderebbero di mira chi cerca di fuggire". I civili feriti rimasti intrappolati a Qusayr, aggiunge l'Unhcr, sarebbero "tra i 700 e 1500". Coloro che hanno cercato rifugio verso Arsal, in Libano, a circa 100 chilometri di distanza, raccontano agli operatori Unhcr "di un viaggio estremamente difficile, percorso a piedi. Nessuna strada in uscita da Qusayr può essere considerata sicura". A cercare la fuga, spiega ancora l'agenzia Onu in una nota, sono soprattutto donne e bambini dato che - secondo le testimonianze raccolte - non è sicuro fuggire insieme agli uomini, i più a rischio di essere arrestati o uccisi ai posti di blocco che si incontrano durante il tragitto. "Nessuno dei rifugiati - sottolinea l'Unhcr - è stato però in grado, o ha voluto, identificare le persone che controllano i posti di blocco. Una donna ha affermato che a Qusayr ci si trova di fronte ad una drammatica scelta: 'fuggire col rischio di essere uccisi da una bomba, o restare con la certezza di essere uccisi'". Qusayr, strategica per le sorti della guerra tra combattenti ribelli e forze governative, è invece descritta come "una città fantasma, gravemente danneggiata e sopraffatta dal rumore delle bombe. La gente si nasconde in bunker o in buche scavate nel terreno per ricavarne rifugi", evidenzia l'Unhcr riportando il racconto di una donna fuggita dalla cittadina della Siria centrale: "Non siamo potuti uscire per una settimana. Abbiamo mangiato quel poco cibo che avevamo portato con noi e i bambini non facevano che piangere". L'Unhcr, condividendo le preoccupazioni espresse da altri attori sulla grave situazione umanitaria nella città, rimarca come sia "imperativo che alle persone in cerca di una via di fuga da Qusayr - e da altre località non sicure - sia consentito l'accesso ad aree più sicure". ATS
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