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Estero
Siria: una dozzina di morti, accordo UE su embargo petrolio
Redazione
15 anni fa

I 27 stati dell'Unione Eruopea sono d'accordo su nuovo pacchetto di sanzioni contro il regime di Damasco che, per la prima volta, impone l'embargo al petrolio siriano. Lo riferiscono fonti diplomatiche in margine alla riunione informale dei ministri degli esteri dell'UE, a Sopot, in Polonia. Intanto sul terreno si segnalano almeno una dozzina di persone uccise nelle ultime ore dalle forze di sicurezza siriane. Le nuove misure contro la Siria includono anche sanzioni contro quattro personalità legate al regime siriano e tre nuove entità che si aggiungono alla lista di 50 nomi contro i quali è già in vigore il congelamento dei beni e dei visti di ingresso nell'UE. "Sulla Siria, stiamo agendo attraverso il rafforzamento della nostra pressione politica ed economica", ha detto l'alta rappresentante dell'UE Catherine Ashton. "Vogliano che la situazione si evolva". A margine della conferenza internazionale di Parigi degli amici della Libia, anche la segretaria di stato americana Hillary Clinton ha detto che la comunità internazionale deve aumentare la pressione sul presidente siriano Bachar al Assad affinché lasci il potere, imponendo sanzioni sul petrolio e sul gas. "La violenza deve finire - ha detto la Clinton - e lui se ne deve andare. La Siria deve poter andare avanti. Chi si unisce a questo nostro appello deve ora tradurre la retorica in atti concreti, aumentando la pressione su Assad e i suoi". Decine di migliaia di persone sono tornate in strada oggi per il 27/mo venerdì consecutivo di proteste anti-regime in diverse località della Siria. Testimoni oculari e attivisti riferiscono alle tv e ai social network di manifestazioni a Damasco, nei suoi sobborghi, a Daraa (sud), Idlib (nord-ovest), Dayr az Zor e Albukamal (est), Hama e Homs (centro) e alla periferia di Aleppo (nord). Le forze di sicurezza, le bande di lealisti armati e l'esercito sono impegnati massicciamente a disperdere i manifestanti. Secondo gli attivisti militari e poliziotti aprono il fuoco sui cortei ad altezza d'uomo e con pallottole vere. Sempre secondo fonti anti-regime, Internet, elettricità e comunicazioni telefoniche sono interrotte nella regione di Hama e in quella di Daraa. Le fonti dicono che oggi sono già stati uccisi almeno sei manifestanti: tre a Dayr az Zor, nell'est del Paese, due a Hamuriya, sobborgo di Damasco, e un altro a Irbin, località ai margini della capitale. Ieri, le forze di sicurezza hanno ucciso almeno altre sette persone, di cui quattro solo ad Homs. ATS

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