
"Nel rapporto che abbiamo pubblicato domenica c'è scritto che in base ai nostri rilevamenti la maggior parte delle prove indicano che siano state usate armi chimiche in Siria nell'attacco del fine settimana" scorso. Così Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea, rispondendo ad una domanda dei cronisti. Nella nota pubblicata domenica dal portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna (Eeas) si precisava che "i rapporti da Duma, sotto l'assedio e il bombardamento da parte delle forze del regime e dei suoi alleati, indicano che un alto numero di civili sono stati uccisi la notte scorsa, comprese le famiglie che sono morte nei rifugi in cui si nascondevano. Le prove indicano un altro attacco chimico da parte del regime". Il portavoce del servizio esterno dell'Ue, scriveva inoltre nella nota che "a quasi un anno dal terribile attacco a Khan Sheikhoun, è motivo di grave preoccupazione che le armi chimiche continuino ad essere utilizzate, specialmente sui civili" e che "l'Unione europea condanna con la massima fermezza l'uso di armi chimiche e chiede una risposta immediata da parte della comunità internazionale".
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