
Una telefonata tra Donald Trump e Recep Tayyip Erdogan getta benzina sul fuoco delle tensioni tra Stati Uniti e Turchia. A poche ore dal colloquio di ieri tra i due presidenti, focalizzato sull'offensiva lanciata sabato da Ankara contro l'enclave curdo-siriana di Afrin, controllata dalle milizie filo-Usa dell'Ypg, fonti diplomatiche turche denunciano che la nota diffusa dall'amministrazione americana "non riflette accuratamente il contenuto" della conversazione. Secondo Ankara, la telefonata è stata limitata a uno "scambio di vedute" tra i due leader sull'operazione 'Ramoscello d'ulivo', mentre "il presidente Trump non ha condiviso alcuna 'preoccupazione su un'escalation di violenza'" legata all'intervento militare, come invece indicato dal comunicato della Casa Bianca, né avrebbe rimproverato a Erdogan una "distruttiva e falsa retorica proveniente dalla Turchia". Ankara nega inoltre che si sia parlato dello stato d'emergenza post-golpe, in vigore in Turchia da oltre un anno e mezzo. Nel colloquio, confermano invece entrambe le parti, si è discusso delle conseguenze di un possibile allargamento a est dell'intervento turco in Siria verso la regione di Manbij, dove sono presenti forze speciali americane per cooperare con le milizie curde.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

