
Tutto il sostegno possibile all'opposizione siriana, anche militare, con ogni "supporto sul terreno" attraverso il Consiglio supremo dei ribelli e una maggiore pressione perché si tenga al più presto la conferenza di pace "Ginevra 2" nella convinzione che al lungo e sanguinoso conflitto in Siria si possa metter fine solo con una soluzione politica. Dalla riunione degli Amici della Siria esce unanime il coro degli 11 ministri, occidentali ed arabi, che vi hanno preso parte oggi a Doha, in Qatar. Dove restano le divisioni e manca ancora il consenso è la spinosa questione della fornitura delle armi agli oppositori di Bashar al-Assad. Non c'è un riferimento esplicito nel documento finale. Ancora da interpretare una dichiarazione rilasciata dal premier del Qatar a fine lavori su "decisioni segrete" prese dagli Amici della Siria per aiutare i ribelli a rovesciare la situazione sul terreno. Da Doha viene l'indicazione a "incoraggiare l'opposizione siriana ad assumere una leadership politica con una composizione più stabile", ha aggiunto la Bonino alla fine di un lungo e faticoso dibattito che ha coinvolto gli 11 ministri degli esteri e dal quale sono emerse posizioni discordanti. Da una parte il Qatar ha premuto affinché siano fornite "armi" ai ribelli perché solo così "si può ottenere la pace". Dall'altra la Gran Bretagna, che con la Francia aveva più insistito perché venisse revocato l'embargo sulla vendita di armamenti al fronte anti-regime, ha posto un freno. Da parte sua il segretario di Stato americano John Kerry ha detto chiaramente che gli Stati Uniti e gli altri paesi riuniti aumenteranno il loro aiuto all'opposizione politica e militare" per mettere fine allo "squilibrio" sul terreno in Siria. Un terreno martoriato da 93mila vittime e oltre 1 milioni di rifugiati. Mentre il capo della diplomazia di Parigi, Laurent Fabius, ha rimarcato che "nel documento finale esigiamo che gli iraniani e gli Hezbollah smettano di intervenire in Siria". ATS
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