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Estero
Siria: reporter francesi in Libano, l'annuncio da Sarkozy
Redazione
15 anni fa

Finalmente al sicuro. Dopo le false speranze dei giorni scorsi, la giornalista di le Figaro Edith Bouvier e il fotografo William Daniels sono riusciti a lasciare la Siria e trovare un riparo sicuro nell'ambasciata di Francia in Libano. A dare la "bella notizia" è stato il presidente francese Nicolas Sarkozy, costretto appena 48 ore fa a smentire se stesso dopo aver dato lo stesso annuncio, poi rivelatosi un bluff. Subito dopo aver parlato al telefono con la Bouvier ed essersi sincerato delle sue condizioni, Sarkozy ha abbandonato i lavori del vertice Ue in corso a Bruxelles per indire una conferenza stampa lampo. È "un momento felice" ha detto commosso Sarkozy annunciando che non appena le condizioni di salute della giornalista - ferita gravemente al femore sinistro durante un bombardamento ad Homs - lo permetteranno i due reporter saranno rimpatriati con un volo militare. L'operazione per evacuare i due francesi da Homs - roccaforte dei ribelli da settimane sotto le bombe - non è stata facile, per stessa ammissione di Sarkozy. "È stato difficile farli uscire dalla Siria", ha detto l'inquilino dell'Eliseo spiegando che è stato risolutivo il "contributo dei democratici siriani e della regione". Vale a dire dell'opposizione. Contestualmente all'annuncio dell'arrivo a Beirut dei due francesi, militanti siriani hanno diffuso due video, di pochi minuti ciascuno, che ritraggono la sepoltura dei colleghi di Bouvier e Williams morti ad Homs il 22 febbraio scorso. Si tratta del fotografo francese Remi Ochlik e dell'inviata americana del Sunday Times Marie Colvin, uccisi una settimana fa a Homs, nello stesso bombardamento di un edificio trasformato in centro stampa a Baba Amra dove è rimasta ferita la Bouvier. In uno dei filmati, un uomo vestito con blusa e pantaloni bianchi dice di essere un medico, scandisce i nomi dei morti e il giorno del decesso, e indica i nomi scritti sui sacchi mortuari prima di socchiuderli per far vedere i volti dei due giornalisti. "Remi è stato ucciso mentre faceva il suo lavoro e faceva sapere ciò che accade qui - dichiara poi in arabo l'uomo - Non possiamo conservare più a lungo i corpi perché manca l'elettricità per i congelatori. E abbiamo deciso di seppellirli qui, in un cimitero di Bab Amr". Nel secondo filmato dei ribelli di Homs, sempre di pochi minuti, si vedono le prime manciate di terra gettata sui corpi, dopo dichiarazioni politiche e preghiere. Si tratta, per il momento, di riprese e dichiarazioni che non hanno potuto trovare conferme da fonti indipendenti. ATS

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