
Riconoscere il Consiglio nazionale siriano (Cns), armare l'opposizione e sospendere ogni relazione diplomatica con Damasco: così si è espresso il parlamento del Kuwait nelle incandescenti sedute di ieri e di oggi dedicate alla Siria. La votazione per il riconoscimento del Cns è stata presa a larghissima maggioranza, riferisce il portale del quotidiano Kuwait Times, con 45 voti a favore, cinque contrari e un'astensione. La maggior parte dei voti contrari sono stati espressi da deputati sciiti. I commenti e gli scambi del dopo-votazione, tra cui un sonoro "Bashar è un macellaio che massacra la sua gente" ha portata la tensione a livelli tali che la seduta di ieri è stata aggiornata. Le risoluzioni adottate dal Parlamento non sono tuttavia vincolanti per il Governo. Il Kuwait, così come le altre cinque monarchia petrolifere del Golfo - Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Oman - a inizio febbraio aveva ritirato il proprio ambasciatore dalla Siria e aveva chiesto a quello siriano di lasciare il Paese. Pochi giorni prima il Kuwait aveva richiamato i suoi rappresentanti dalla delegazione di osservatori della Lega Araba inviata in Siria per monitorare le violenze, denunciando l'inefficienza della missione. I ministri degli Esteri del blocco petrolifero si incontreranno domenica a Riad per discutere la questione Siria. ATS
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