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Estero
Siria: paesi europei, Usa, Canada e Australia espellono diplomatici
Redazione
14 anni fa

Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna e Spagna nonché Stati Uniti, Canada e Australia hanno deciso di espellere i diplomatici siriani presenti nei loro paesi In reazione al massacro di Hula. L'ambasciatore siriano a Berlino dovrà lasciare la Germania entro 72 ore. Da parte sua l'ambasciatore siriano in Italia è stato convocato alla Farnesina e dichiarato "persona non grata". Sempre oggi sono stati espulsi dal Regno Unito l'incaricato d'affari siriano - il diplomatico di rango più alto dell'ambasciata di Londra - e due altri diplomatici. Anche la Spagna ha deciso di espellere l'ambasciatore e quattro diplomatici siriani a Madrid in risposta all'"inaccettabile repressione messa in atto dal regime siriano contro la popolazione". Da parte sua il presidente francese François Hollande ha annunciato che "oggi o domani" espellerà l'ambasciatore siriano a Parigi. Il provvedimento sarà notificato oggi o domani e messo in atto al più tardi la prossima settimana. Hollande ha inoltre reso noto che la prossima conferenza dei paesi amici della Siria si terrà a Parigi a inizio luglio. Pure il governo olandese ha definito l'ambasciatore siriano "persona non grata". "I Paesi Bassi hanno preso questa decisione dopo consultazioni con gli altri partner dell'Unione europea", ha precisato il ministero degli esteri. L'Olanda non può espellere l'ambasciatore siriano perché egli risiede a Bruxelles, dove rappresenta sia il Belgio sia l'Olanda. Tuttavia si è appreso che il ministro degli esteri belga ha convocato per oggi pomeriggio l'ambasciatore siriano a Bruxelles; è molto probabile che gli notifichi lo stato di "persona non grata". Anche gli Stati Uniti hanno deciso oggi di espellere l'incaricato d'affari siriano a Washington, così come il Canada ha ordinato l'espulsione dei diplomatici siriani da Ottawa. Anche l'Australia ha annunciato l'espulsione di due diplomatici siriani, incluso il capo missione, dando loro 72 ore per lasciare il paese. Questo mentre l'inviato speciale della comunità internazionale sulla crisi in Siria Kofi Annan, durante il suo incontro oggi a Damasco con Bashar al-Assad, ha trasmesso al presidente siriano "la grave preoccupazione della comunità internazionale" per la violenza in Siria ed il massacro di Hula. "In termini schietti", l'ex segretario generale dell'Onu ha detto che il piano di pace in sei punti "non può avere successo senza passi coraggiosi per fermare la violenza e liberare i prigionieri", ha riferito il portavoce di Annan. Da parte sua Assad ha respinto le accuse di essere responsabile del massacro di Hula e ha affermato che il successo del piano di Annan "dipende dalla fine del terrorismo", sostenuto da Stati Uniti, Turchia, Francia, Israele e Paesi arabi del Golfo. Intanto Hassan Abdel Azim, leader del Comitato di coordinamento nazionale per il cambiamento democratico (Ccn), sigla dell'opposizione illegale in Siria, ha sostenuto oggi che l'Onu deve inviare più osservatori in Siria perché se fallisce il piano di Annan tutta la regione esploderà. Dopo il suo incontro con l'inviato dell'Onu e della Lega araba, Abdel Azim ha spiegato di aver "chiesto ad Annan di fare pressioni sul governo siriano perché ritiri l'artiglieria, metta fine alle violenze, liberi i prigionieri e fornisca protezione ai civili" e "di esercitare pressione sulle autorità perché consegnino le salme (delle vittime della repressione) e faciliti il ricovero in ospedali dei feriti". ATS

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