
Il governo tedesco ha espulso l'ambasciatore siriano a Berlino, per reagire al massacro di Hula. Secondo quanto riferisce la Dpa, Radwan Lufti deve lasciare la Germania entro 72 ore. Anche l'ambasciatore siriano in Italia è stato convocato alla Farnesina e dichiarato "persona non grata". Sempre oggi sono stati espulsi dal Regno Unito l'incaricato d'affari siriano e due altri diplomatici. Anche la Spagna ha deciso di espellere l'ambasciatore e quattro diplomatici siriani a Madrid in risposta all'"inaccettabile repressione messa in atto dal regime siriano contro la popolazione". Da parte sua il presidente francese François Hollande ha annunciato che "oggi o domani" espellerà l'ambasciatore siriano a Parigi. Il provvedimento sarà notificato oggi o domani e messo in atto al più tardi la prossima settimana. Hollande ha inoltre reso noto che la prossima conferenza dei paesi amici della Siria si terrà a Parigi a inizio luglio. Secondo fonti diplomatiche, la decisione di espellere gli ambasciatori siriani per reazione al massacro di Hula è stata una misura coordinata e simultanea. Intanto, stando a fonti ufficiali, anche il Canada ha ordinato l'espulsione dei diplomatici siriani da Ottawa. Il consiglio nazionale siriano (Cns), il principale movimento di opposizione al regime di Damasco, ha salutato l'espulsione dei diplomatici. Questo mentre l'inviato speciale della comunità internazionale sulla crisi in Siria Kofi Annan, durante il suo incontro oggi a Damasco con Bashar al-Assad, ha trasmesso al presidente siriano "la grave preoccupazione della comunità internazionale" per la violenza in Siria ed il massacro di Hula. "In termini schietti", l'ex segretario generale dell'Onu ha detto che il piano di pace in sei punti "non può avere successo senza passi coraggiosi per fermare la violenza e liberare i prigionieri", ha riferito il portavoce di Annan. Dal canto suo Amnesty International ha sollecitato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad "andare oltre" la condanna dell'attacco del 25 maggio a Hula, "deferendo immediatamente la situazione della Siria alla Corte penale internazionale". Amnesty precisa che in base alle sue fonti, tra cui un testimone oculare, il "bombardamento e i raid da terra da parte dell'esercito siriano nella zona di Teldo hanno causato la morte di almeno 108 civili, tra cui 34 donne e 50 bambini". L'ong propone inoltre che la "missione degli osservatori delle Nazioni Unite aumenti di numero e rafforzi il suo mandato". ATS
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