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Estero
Siria: Onu, un altro anno mandato per commissione inchiesta
Redazione
12 anni fa

Il Consiglio Onu per i diritti umani ha approvato oggi a Ginevra una risoluzione che rinnova per un anno il mandato della Commissione di inchiesta sulle violazioni in Siria, di cui fa parte anche la ticinese Carla del Ponte. Il testo, presentato tra gli altri da Regno Unito, Italia, Usa, Arabia Saudita, Turchia, Francia, Kuwait e Qatar, condanna con forza i gravi crimini commessi in Siria. Approvata con 32 voti a favore, 4 contrari (Russia, Venezuela, Cina, Cuba) e 11 astensioni, la risoluzione chiede alla Commissione d'inchiesta, istituita dallo stesso Consiglio nell'agosto del 2011, di presentare rapporti e aggiornamenti alle prossime sessioni del Consiglio. Il testo condanna "le gravi, sistematiche e diffuse violazioni dei diritti umani e di tutte le violazioni del diritto internazionale umanitario da parte delle autorità siriane e delle milizie a loro affiliate", incluso "il bombardamento aereo di aree civili ed in particolare l'uso indiscriminato di bombe-barili, missili balistici e le bombe a grappolo e altre azioni che potrebbero costituire crimini di guerra o crimini contro l'umanità". Ma anche l'assedio dei civili, il ricorso all'arma della fame e l'uso di armi chimiche. La risoluzione esprime inoltre "grave preoccupazione per il diffondersi di gruppi estremisti e di estremisti e condanna fermamente tutte le violazioni dei diritti umani e violazioni del diritto umanitario internazionale nella Repubblica araba siriana". Esprimendo grave preoccupazione per "le notizie credibili di migliaia di detenuti" che potrebbero essere morti nelle carceri del governo come conseguenza di fame e di tortura" chiede la liberazione di tutte le persone arbitrariamente detenute. La commissione d'inchiesta è presieduta dal brasiliano Paulo Pinheiro e composta dagli esperti Karen Koning (Usa), Carla del Ponte (Svizzera) e Vitit Muntarbhorn (Thailandia). Le autorità siriane non hanno finora autorizzato l'ingresso della Commissione all'interno del Paese, ma i suoi membri hanno potuto raccogliere materiale, prove e testimonianze per documentare in diversi rapporti la gravità dei crimini commessi in Siria in più di tre anni di conflitto. La Commissione ha inoltre elaborato una lista, mantenuta segreta, di presunti responsabili dei crimini di guerra e contro l'umanità denunciati nei rapporti.

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