
Il governo siriano non è stato in grado di proteggere la popolazione e le sue forze hanno commesso gravi violazioni che equivalgono a "crimini contro l'umanità" con l'apparente consenso dei più alti livelli dello Stato. Lo afferma un rapporto della commissione d'inchiesta dell'Onu sulla Siria, pubblicato oggi a Ginevra. Le forze siriane - afferma il rapporto nelle sue conclusioni - hanno commesso "diffuse, sistematiche e gravi violazioni dei diritti, pari a crimini contro l'umanità", con "l'apparente conoscenza e consenso dei più alti livelli dello Stato". Il rapporto redatto dalla Commissione d'inchiesta del Consiglio sui diritti umani aggiunge che anche "gruppi armati anti-governativi hanno commesso abusi, ma non paragonabili, per dimensioni e organizzazione a quelli commessi dallo Stato". La commissione esorta ad un urgente dialogo politico inclusivo e si pronuncia per la cessazione di "un gruppo di contatto composto da Stati con posizioni diverse sulla situazione" in Siria. Una Conferenza internazionale di pace dovrebbe essere convocata al più presto. È salito intanto a 61 uccisi il bilancio della giornata di repressione compiuta dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad contro gli epicentri della rivolta. Lo riferiscono i Comitati di coordinamento locale, precisando che la maggior parte delle vittime oggi si è oggi registrata nella regione centrale di Hama. ATS
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