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Estero
Siria: Onu; Cina, non proteggiamo Assad ma tutela sovranità
Redazione
14 anni fa

Pechino non sta cercando di proteggere il presidente siriano Bashar al Assad: l'ambasciatore cinese al Palazzo di Vetro Li Baodong, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza per il mese di giugno, ha dichiarato che il suo Paese "non ha intenzione di proteggere nessuno contro nessuno", ma vuole invece "salvaguardare la sovranità della Nazione, e far sì che il suo destino sia nelle mani del popolo siriano". Baodong ha affermato come "una forza", non meglio identificata, sta cercando di minare gli sforzi di raggiungere la pace attraverso il piano dell'inviato speciale Kofi Annan, che il diplomatico ha definito il "nostro uomo in prima linea". Secondo il delegato cinese il massacro di Hula ha causato un "danno colossale" ai tentativi di risolvere la crisi con l'applicazione del piano Annan. Mosca e Pechino, dopo aver posto per due volte il veto all'approvazione in Consiglio di Sicurezza di una risoluzione sulla Siria, hanno votato contro anche alla risoluzione di condanna del massacro di Hula approvata venerdì scorso dal Consiglio dei Diritti Umani Onu di Ginevra, che ha richiesto altresì un'indagine indipendente per appurare i dettagli della strage. ATS

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