
La commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria ha accusato il regime di Damasco di aver ricorso alle sparizioni forzate in modo tale da costituire un crimine contro l'umanità: "Ci sono fondati motivi per ritenere che le sparizioni forzate siano state commesse dalle forze governative come parte di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile, pari quindi a un crimine contro l'umanità", afferma la commissione in un rapporto pubblicato oggi a Ginevra. Secondo gli esperti, "le sparizioni forzate sono state perpetrate nell'ambito di una diffusa campagna di terrore contro la popolazione civile" e come tattica di guerra. Arresti e scomparse sono una realtà che perdura dall'inizio della rivolta in Siria (2011), le persone, soprattutto i maschi adulti, sono state sequestrate dalle forze di sicurezza e armate siriane e dalle milizie filo-governative, nel corso arresti di massa, perquisizioni, ai posti di blocco e negli ospedali, afferma il rapporto redatto in base a interviste di prima mano condotte dalla Commissione tra il marzo 2011 e il mese di novembre 2013. In tutti i casi documentati dalla Commissione, i sopravvissuti hanno riferito di essere stati sottoposti a tortura durante la detenzione. Ma le informazioni raccolte "lasciano solo indovinare la portata della crisi delle sparizioni forzate in Siria e lo stato di paura in cui vivono i cittadini comuni", afferma la Commissione. Il rapporto si sofferma anche sulla condotta dei gruppi armati dell'opposizione. Nel corso dell'ultimo anno - osserva - alcuni gruppi armati anti-governativi hanno fatto un crescente ricorso alla presa di ostaggi in vista di un riscatto o per uno scambio di prigionieri. Sono stati presi di mira, le persone sospettate di sostenere il governo, difensori dei diritti umani, giornalisti, attivisti, operatori umanitari e leader religiosi. Negli ultimi mesi, alcuni gruppi armati anti-governativi hanno adottato pratiche che potrebbero essere considerate sparizioni forzate, aggiungono gli esperti. Della commissione dell'ONU, istituita nell'agosto del 2011, fanno parte il brasiliano Paulo Sérgio Pinheiro, l'americana Karen Koning AbuZayd, la svizzera Carla Del Ponte e il tailandese Vitit Muntarbhorn.
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