
È nelle mani di un gruppo di miliziani islamisti la nota avvocatessa siriana per i diritti dell'uomo, Razan Zeitune, 36enne pluripremiata in Europa per il suo lavoro di documentazione dei crimini commessi in Siria e rapita lunedì notte in un sobborgo a nord di Damasco. Lo riferisce SKeyes, la Fondazione Samir Kassir per la difesa delle libertà dei media e culturali basata a Beirut. SKeyes, che da anni monitora le violazioni in tutto il Levante arabo contro giornalisti e operatori dell'informazione, ha confermato le indiscrezioni circolate già ieri circa la responsabilità di un gruppo di miliziani islamisti nel rapimento di Zeitune e di altri tre suoi colleghi a Duma, sobborgo a nord della capitale controllato da ribelli. Razan Zeitune è tra i fondatori del Centro di documentazione delle violazioni in Siria (Vdc), la più autorevole fonte circa le vittime delle violenze siriane dal marzo 2011 ad oggi. Il Vdc collabora con diverse agenzie dell'Onu e i suoi dettagliati rapporti non sono mai stati smentiti dal regime del presidente Bashar al Assad.
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