
Almeno 1100 civili sono stati uccisi dall'esercito e dalle forze di sicurezza siriane dall'inizio delle proteste di piazza contro il regime, due mesi fa. Lo ha reso noto oggi da Amman l'organizzazione per i diritti umani siriana Sawasiah. L'ong siriana dice di avere i nomi di 1100 persone che, stando alle sue informazioni, sono state uccise in gran parte nella regione meridionale della Piana di Hauran, dove è cominciata la rivolta il 18 marzo. Il bilancio è aumentato in modo drammatico dopo che le proteste di piazza si sono estese in tutto il Paese, innescando una dura repressione militare. Sawasiah afferma di avere avuto notizia di altri 200 civili uccisi, ma di non non essere in grado di precisare i nomi. Secondo attivisti anti-regime alcuni soldati sono stati uccisi dalle forze di sicurezza per essersi schierati a fianco dei dimostranti. ATS
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