
Almeno 120mila persone uccise è il bilancio delle violenze in Siria in corso da oltre due anni e mezzo. Più di un terzo dei morti sono civili, mentre i minori uccisi sono oltre seimila. Lo riferisce oggi l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), piattaforma che da sei anni monitora le violazioni commesse in Siria contro civili. Il bilancio esatto dell'Ondus, basata in Gran Bretagna ma forte di una rete di medici e attivisti sul territorio, è di 125.835 uccisi, di cui si contano 6.627 minori e 4.454 donne. In tutto i civili sono 44.381, ma le vittime potrebbero essere molte di più a causa dell'impossibilità di accesso diretto a tutte le fonti e a tutti i territori teatri di violenza dal marzo 2011. Il numero dei miliziani anti-regime uccisi è 27.746 e tra questi si contano oltre 6.000 combattenti stranieri. Tra i soldati di quel che un tempo era l'esercito regolare siriano si contano 50.430 morti. Oltre 200 sono gli Hezbollah libanesi, attivi a fianco del regime, uccisi finora, a cui si aggiungono altri 265 miliziani sciiti giunti a sostegno del presidente Bashar al-Assad. In tutto, i miliziani lealisti uccisi sono - sempre secondo l'Ondus - 19.256.
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