
Un centinaio di siriani, arrestati nei giorni scorsi nella regione nord-occidentale di Banias perché scesi in strada in manifestazioni anti-regime, sono stati rilasciati tra la notte scorsa e stamani dalle autorità. Molti di loro denunciano di aver subito torture e maltrattamenti. In un comunicato, l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) afferma che "alcune delle persone liberate hanno raccontato di esser state torturate violentemente durante la loro detenzione, mentre altri hanno detto di non aver mai partecipato a manifestazioni o di esser coinvolti in politica". Da domenica a martedì centinaia di residenti di Banias e di due località vicine erano stati arrestati. Le loro madri, sorelle e mogli avevano ieri bloccato l'autostrada costiera, chiedendo il rilascio dei loro congiunti e parenti. "Circa 100 sono stati liberati ma altre centinaia rimangono in carcere", afferma l'Ondus, che in precedenza aveva rivelato i dettagli dell'accordo, raggiunto tra residenti di Banias e il regime, per consentire l'ingresso nella cittadina costiera dei carriarmati dell'esercito in cambio del ritiro dal centro abitato delle forze di sicurezza e della liberazione delle persone arrestate. Banias è abitata da sunniti, ma anche da cristiani e alawiti, branca dello sciismo a cui appartiene anche la famiglia presidenziale degli al-Assad, al potere da 40 anni. ATS
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