
Oltre 500 turchi reclutati da organizzazioni jihadiste combattono in Siria in diversi gruppi armati, in particolare in quelli aderenti ad Al Qaida. Lo riferisce la stampa di Ankara. Secondo il giornale Bugun, che afferma di citare dati del ministero dell'Interno turco, diversi giovani turchi sono stati addestrati e indottrinati in Pakistan o in Afghanistan prima di essere mandati a combattere in Siria coni gruppi integralisti "Fronte al Nusra" e "Stato Islamico di Iraq e Levante". Il rapporto di cui riferisce Bugun, indica che almeno 50 cittadini turchi sono morti nei combattimenti contro le forze governative di Damasco o negli scontri con altri gruppi ribelli o con le milizie curde del Pyd (Partito dell'Unione democratica curda). Migliaia di stranieri, secondo la stampa, combattono con i gruppi jihadisti in Siria, dove molti sono arrivati passando dalla Turchia. L'opposizione turca e il leader del Pyd curdo siriano Saleh Muslim hanno più volte accusato il governo del premier Recep Tayyip Erdogan di aiutare i gruppi di Al Qaida in Siria. Le autorità turche hanno ufficialmente negato. La stampa di Ankara riferisce anche di appelli disperati di genitori i cui figli sono partiti per la Siria, reclutati da organizzazioni della Jihad. Il padre di due gemelli di Adiyaman, località a 150 chilometri dal confine, ha seguito la loro pista fino ad Aleppo, nella Siria settentrionale. Li ha individuati ma i capi del gruppo armato jihadista gli hanno impedito di vederli e lo hanno costretto a tornare in Turchia, minacciando di morte.
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