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Estero
Siria: nuove ondate di arresti
Redazione
15 anni fa

Tra un venerdì di proteste sedate nel sangue e un altro, le forze di sicurezza e i militari di Damasco hanno proseguito anche oggi la vasta campagna di arresti in numerosi centri del Paese, assediati dai carri armati e privati di acqua, elettricità e comunicazioni telefoniche, con l'obiettivo di impedire nuove manifestazioni anti-regime. Secondo le organizzazioni umanitarie siriane sarebbero circa 8.000 le persone arrestate e di fatto scomparse nelle regioni meridionale di Daraa, nordoccidentale di Banias, centrale di Homs e in alcuni sobborghi di Damasco. Gli attivisti affermano che nei pressi di Banias un centinaio di donne sono tornate oggi a occupare l'autostrada che conduce a Latakia, a nord, per protestare contro l'arresto dei loro congiunti. I media governativi danno intanto ampio risalto agli incontri che il presidente Bashar al Assad sta avendo da giorni con i rappresentanti di alcune località "colpite dalle aggressioni di bande armate criminali". La tv di Stato siriana riferisce che nel tentativo di "raccogliere pareri sulle cause e possibili soluzioni dell'attuale crisi", il rais ha oggi incontrato notabili della Provincia di Damasco (Rif Dimashq), che raggruppa i vari sobborghi della capitale, teatro di uccisioni, arresti di massa e interruzione dei servizi telefonici e dell'erogazione di elettricità e acqua. In oltre un mese e mezzo di repressione sono circa 800 i civili uccisi, mentre altre fonti parlano di 720 e altre ancora di 630. Le autorità siriane hanno da settimane espulso quasi tutti i giornalisti stranieri dal Paese. ATS

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