Cerca e trova immobili
Estero
Siria: monarchie Golfo, fine spargimento sangue, riforme
Redazione
15 anni fa

Per la prima volta in modo unanime, le monarchie del Golfo riunite nel Consiglio di cooperazione (Cch) prendono le distanze dalla repressione messa in atto da mesi dal regime siriano contro le manifestazioni popolari in corso da metà marzo e invocano "la fine dello spargimento di sangue" invitando Damasco ad avviare "riforme serie". All'indomani dell'uccisione - secondo attivisti siriani - di oltre venti persone da parte delle forze di sicurezza in varie località del Paese e di manifestazioni di protesta presso l'ambasciata siriana in Kuwait, il Ccg ha emesso oggi un comunicato col quale invoca "la fine immediata delle violenze e dello spargimento di sangue". Il Ccg è formato da Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar. Guidate dall'Arabia Saudita, negli ultimi anni ai ferri corti con il regime di Damasco, le monarchie del Golfo hanno anche chiesto "l'introduzione di serie e necessarie riforme che assicurino i diritti e la dignità del popolo e che rispondano alle aspirazioni della gente". I sei Paesi hanno ribadito il loro interesse a non vedere alterate la sicurezza, la stabilità e l'unità della Siria ma si sono detti preoccupati per un "uso eccessivo della forza che provoca la morte e il ferimento di numerose persone". Per il Ccg "bisogna fermare lo spargimento di sangue". Secondo fonti Onu, oltre 1.700 civili siriani sono stati uccisi dal regime in quasi cinque mesi di repressione. Le autorità di Damasco attribuiscono le violenze a bande criminali e terroristi. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata