
Continua sostenuto l'afflusso di profughi siriani in Turchia: come riferisce l'emittente turca Ntv in sovrimpressione, mille persone hanno passato la frontiera nelle ultime 24 ore. L'emittente cita fonti ufficiali contattate dalla Reuters. Già ieri autorità turche avevano fatto sapere di attendersi un flusso di circa 50'000 profughi oltre ai 13'500 già accolti attualmente nelle sette tendopoli turche. Intanto il ministro degli esteri turco, Ahmet Davutoglu, ha tracciato un quadro della repressione siriana più grave di quello ufficiale: "fino ad oggi ci sono circa 9'000 morti. Si dice che, con i dispersi, siano circa 20'000", ha detto in un'intervista televisiva riferita dall'agenzia turca Anadolu. "Più di 70'000 sono arrestati", ha aggiunto il ministro sottolineando che il regime ha perso ogni legittimità. La stima accreditata da Davutoglu supera quella formulata l'altro ieri dal presidente dell'Assemblea generale dell'Onu, Nassir Abdulaziz al-Nasser, (più di 8'000) e quella attribuita all'Osservatorio siriano per i diritti dell'Uomo (Osdh, più di 8'500). Solo il Consiglio nazionale siriano (Snc, la vacillante piattaforma degli oppositori siriani all'estero) parla comunemente di 10'000 morti (come fatto l'altro ieri dal suo presidente, Burhan Ghalioun). Nell'intervista trasmessa ieri sera Davutoglu, riferisce ancora l'Anadolu, ha affermato che "non c'è un briciolo di legittimità in Assad, agli occhi di chi ha perso i propri parenti". Le elezioni appena annunciate per il 7 maggio saranno solo "un voto cosmetico" finché Assad rimarrà al potere, ha detto ancora il ministro sottolineando che la leadership siriana si è mossa troppo tardi per riformare il paese. ATS
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