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Estero
Siria: Homs sotto attacco, 'più di 50 uccisi'
Redazione
15 anni fa

Homs, terza città della Siria ed epicentro della rivolta, è da stamani all'alba sotto un nuovo violento attacco da parte delle forze fedeli al presidente Bashar al Assad. Testimoni oculari riferiscono di oltre 50 uccisi, tra cui bambini, ma è un bilancio provvisorio vista l'impossibilità in molti casi di recuperare i cadaveri dalle macerie e identificarli. Intanto fonti del Pentagono, citate dalla Cnn, hanno detto che per la prima volta gli Usa stanno esaminando l'ipotesi di un intervento militare, ma fonti dell'Unione europea hanno escluso categoricamente l'eventualità di una simile decisione, affermando che "la Siria non è la Libia". La Ue, hanno sottolineato le fonti, sta invece preparando l'invio di tre squadre di emergenza a Beirut, Amman e possibilmente a Damasco, per "coordinare l'azione sul terreno in vista delle future operazioni, inclusa l'evacuazione delle migliaia di cittadini europei". La Turchia, da parte sua, ha detto di essere intenzionata ad organizzare "nel più breve tempo possibile" una conferenza internazionale sulla Siria. Ad essere colpiti maggiormente dal bombardamento su Homs sono i quartieri di Bab Amro (sud-ovest), Khaldiye e Bayada (nord, nord-est). Bab Amro, in origine popolato da circa 100'000 persone, secondo alcune testimonianze, è quasi completamente distrutto. Il rione a maggioranza cristiana di Bustan al Diwan, nel centro cittadino, è stato nei giorni scorsi teatro di scontri e fonti ecclesiastiche di Homs affermano che il locale convento dei gesuiti è quasi del tutto evacuato. Secondo diverse testimonianze di residenti, ma anche di giornalisti stranieri sul posto tra cui un inviato della Bbc e un fotografo italiano, le forze governative sparano da lunedì mattina all'alba con mortai e proiettili di carro armato e sorvolano i cieli con aerei da combattimento (finora non usati per bombardare). Gli elicotteri vengono usati non solo per ricognizione ma anche per aprire il fuoco con mitragliatori. Raggiunti via Skype tramite connessioni a modem satellitari a causa dell'interruzione delle comunicazioni telefoniche locali, i residenti di Bab Amro affermano che da ieri non c'è più pane e le altre scorte alimentari scarseggiano. Le fonti confermano la presenza di membri dell'Esercito libero (Esl, i disertori), che non sono però in grado di rispondere al fuoco in quanto dotati di fucili automatici, mitragliatrici e, solo in alcuni casi, lancia razzi. A Bab Amro è stato colpito il locale ospedale da campo. Uno dei medici, intervistato via Skype, ha lanciato un appello perché la Croce Rossa intervenga a salvare la popolazione, e avverte che manca ormai tutto il necessario per prestare il primo soccorso ai feriti. ATS

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