
Le milizie di Hezbollah sono impegnate in forze nell'assedio e attacco a Talkalakh, località tra Homs e il confine libanese, roccaforte dei ribelli siriani. Lo riferiscono all'ANSA fonti concordanti in contatto con gli abitanti del posto. Gli Hezbollah, finora concentrati nella zona di Qusayr, aprono così un nuovo fronte a sostegno di Assad. Dopo aver sconfitto nelle settimane scorse la resistenza a Qusayr, cittadina circa 20 km più a sud, le milizie di Hezbollah sono passate da giorni a operare a Talkalakh, altra sacca di insorti nella regione-chiave di Homs. Le fonti, contattate telefonicamente nel nord del Libano, confermano quanto apparso in precedenza su alcuni media locali, circa il bilancio provvisorio di almeno 25 persone uccise a Talkalakh nell'attacco congiunto portato da Hezbollah e dalle milizie fedeli al presidente siriano Bashar al-Assad. I media ufficiali di Damasco avevano affermato che a Talkalakh è stata condotta un'operazione anti-terrorismo e che gli abitanti possono ora tornare sicuri nelle loro case. Talkalakh è un'enclave sunnita circondata da località alawite (branca dello sciismo a cui appartengono i clan al potere in Siria da mezzo secolo), a ridosso del confine libanese e a pochi chilometri dall'autostrada che collega Homs al porto mediterraneo di Tartus. Gli attivisti del comitato locale di coordinamento riferiscono che da domenica ad oggi, Hezbollah e le milizie filo-Assad hanno preso il controllo dei quartieri occidentali, della zona della stazione ferroviaria e del rione Akrad, mentre tentano di penetrare nei quartieri orientali e nel suq cittadino. Le fonti aggiungono che in quattro giorni circa 300 abitanti sono stati arrestati e che tra questi figurano una sessantina di donne. Le fonti hanno un elenco dettagliato delle vittime e delle persone arrestate. Intanto l'Osservatorio per i diritti umani in Siria, citato da al-Arabiya, riferisce che sono più di centomila le vittime del conflitto siriano dall'inizio della rivolta nel marzo 2011. Il 13 giugno scorso l'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani aveva parlato di almeno 93'000 uccisi. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

