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Estero
Siria: gas su civili a Ghuta, si temono 100 morti
Redazione
8 anni fa

I raid con gas a Duma, ultimo angolo della regione ad est di Damasco in mano a miliziani anti-governativi siriani, avrebbero causato almeno 100 morti e forse mille feriti. Gli attacchi attribuiti al governo hanno scatenato dure reazioni internazionali, in primis dagli Stati Uniti che non escludono una risposta armata contro il governo siriano del presidente Bashar al Assad. Anche l'Unione Europea e, soprattutto, Papa Francesco hanno espresso forti condanne per l'utilizzo di armi non convenzionali contro civili. Dal canto suo il governo siriano smentisce l'uso di gas tossici e la Russia respinge al mittente le accuse di essere coinvolta nei bombardamenti. Damasco afferma che la risposta militare contro i miliziani di Duma è avvenuta dopo che questi hanno sparato diversi mortai e razzi contro quartieri residenziali di Damasco uccidendo quattro civili nelle ultime 48 ore. Secondo fonti mediche concordanti a Duma sono decine (si parla di 70 uccisi ma altre fonti riferiscono di 150) i civili uccisi e circa mille i feriti nelle ultime 24 ore in due distinti attacchi con gas tossici attribuiti all'aviazione governativa e lanciati sulla cittadina di Duma, ultima roccaforte dei miliziani di Jaysh al Islam, sostenuti a lungo dall'Arabia Saudita ma da settimane lasciati a se stessi a negoziare la resa. Questa è arrivata oggi, secondo i media governativi siriani, dopo che i negoziati tra Russia e Jaysh al Islam si erano interrotti nei giorni scorsi. Gli attacchi con armi chimiche sembrano così aver sortito uno degli effetti desiderati da Damasco: spingere i miliziani ad accettare i termini dell'accordo per lasciare Duma. Secondo l'intesa annunciata oggi i combattenti di Jaysh al Islam saranno deportati nel nord della Siria, in un'area affidata alla tutela turca secondo gli accordi tra Russia, Iran e Turchia raggiunti l'anno scorso. Assieme a loro andranno alcune migliaia di civili, tra cui loro familiari. Le altre decine di migliaia di civili presenti a Duma - circa 100'000 in tutto secondo fonti dell'ONU - saranno invece deportati in campi di sfollati nella zona di Damasco, assieme ai civili delle altre zone della Ghuta che si sono arrese una dopo l'altra dal 23 marzo scorso.

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