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Estero
Siria: due reporter freddati da cecchini
Redazione
14 anni fa

Per i giornalisti la Siria in guerra è una vera e propria trappola mortale: le ultime vittime in ordine di tempo sono il franco-belga Yves Debay e il collaboratore di al-Jazira Mohammed Hurani. Il primo, 58 anni, ex membro di truppe speciali e veterano di scenari di conflitti, è stato ucciso in circostanze poco chiare ad Aleppo, nel nord, da un colpo sparato da un cecchino. Il secondo, Mohammed Hurani, è stato invece freddato da un cecchino nella provincia di Daraa. Mentre è sempre più difficile verificare sul terreno le informazioni che giungono dai media governativi o dal fronte anti-regime, gli attivisti hanno affermato che almeno un centinaio di persone sono state uccise oggi in diverse località del paese. Secondo il racconto delle piattaforme anti-regime, Debay si era avventurato in una zona a ridosso del fronte tra la zona controllata dai lealisti e quelle in mano ai ribelli. In una via secondaria è stato raggiunto da un colpo di un cecchino. Nato nel Congo belga e fino all'età di 30 anni militare di carriera in Africa centrale, Debay è il 17esimo giornalista professionista a morire in Siria in 22 mesi di violenze. Dal 1985 aveva abbandonato le armi e aveva cominciato a raccontare i conflitti come giornalista: era scampato ai cecchini libanesi e dei Balcani, agli attentati in Afghanistan e a quelli iracheni. Ma nulla è valsa la sua lunga esperienza, come quella del collega di al-Jazira che prima di iniziare a collaborare con la tv era un attivista dell'opposizione al regime, per uscire incolume dalla trincea siriana. Che assomiglia sempre più a una piscina di sangue, dove secondo l'Onu sono stati uccise almeno 60'000 persone. A queste si aggiungono le decine di morti registrate oggi dalle diverse fonti non indipendenti. Tanto che l'alto commissario dell'Onu per i diritti umani Navi Pillay ha ersortato i membri del Consiglio di sicurezza a riferire alla Corte penale internazionale sui crimini in corso in Siria. ATS

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