
Idlib, la capitale dell'omonima provincia nordoccidentale siriana, è stata "completamente distrutta" dalle truppe di Damasco, che hanno bombardato "anche un ospedale", mentre nella vicina Jabal Al Zawya, teatro di uno scontro sanguinoso la scorsa settimana, i "jet governativi hanno bombardato una moschea dove 100 civili pregavano o si erano rifugiati". Lo riferisce un ufficiale dell'Esercito siriano libero (Esl), Mohamed Hamdo, alla Cnn. "Abbiamo informazioni che loro (le truppe fedeli al regime di Bashar al Assad, ndr) stanno preparando un attacco per controllare il confine con la Turchia. Stiamo organizzando i nostri plotoni per lanciare una controffensiva. Stanno usando razzi terra-aria, mortai, jet e artiglieria", afferma il militare dell'Esl all'emittente americana. Oggi il Consiglio nazionale siriano, Cns il principale raggruppamento dell'opposizione siria, denunciando un "genocidio" nel Paese, ha chiesto che la situazione in Siria sia affrontata urgentemente dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. Il Cns, scrive l'emittente Usa, ha inviato messaggi anche alla "Lega Araba, all'Organizzazione per la Conferenza islamica, al Consiglio di cooperazione nel Golfo, a Washington e Londra, a Pechino, e ai governi di Francia, Spagna, Germania, Canada, Tunisia, Libia e Sudan". ATS
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