
Il regime di Damasco punta i suoi missili su Tel Aviv, che "sarà colpita se ci saranno nuovi raid" dei caccia dello Stato Ebraico. Ma Israele ribadisce che "sarà fatto tutto il possibile" per impedire il trasferimento di armi agli Hezbollah. Questi ultimi, schierati nella regione siriana di Homs, oggi hanno garantito al presidente Bashar al Assad un'importante vittoria militare, conquistando con le forze governative la cittadina di Qusayr, strategica perché collega la capitale siriana alle regioni costiere dominate dagli alawiti filo-regime. Almeno 58 i morti e 600 i feriti, secondo gli attivisti. Ma ci sarebbero anche numerose vittime tra le forze governative e gli integralisti libanesi, al fianco dei quali, secondo l'opposizione, hanno combattuto anche "elementi iraniani". L'escalation in Siria sembra sempre più reale, e anche oggi i bombardamenti e gli scontri armati hanno insanguinato la terra di questo martoriato Paese, che in due anni ha visto morire, secondo le ultime stime, oltre 80.000 persone, la metà delle quali civili inermi, compresi quasi 5000 bambini. Il Sunday Times ha rivelato che il dispiegamento delle batterie di missili avanzati terra-terra Tishreen, capaci di trasportare una testata da mezza tonnellata, è stato registrato dal monitoraggio satellitare dei movimenti delle forze militari siriane e che queste "hanno ricevuto ordine di colpire Israele in caso di altri attacchi in Siria". Nelle scorse settimane convogli di armi dirette a Hezbollah e un centro strategico per la ricerca militare di Damasco erano stati centrati dall'aviazione israeliana. "I missili Tishreen sono estremamente precisi e possono fare seri danni", avverte uno dei massimi esperti israeliani della Difesa, Uzi Rubin. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha però ribadito oggi che sarà fatto tutto il possibile "per impedire che armi sofisticate giungano agli Hezbollah o ad altre organizzazioni terroristiche", e che non è vero che per Israele è meglio che Assad resti al potere, come affermato da un ufficiale dell'intelligence israeliana al New York Times. Israele rischia però di trovarsi impelagata su più fronti, con l'Iran che ha rilanciato ieri le minacce di una possibile operazione militare per liberare il Golan occupato, come già fatto da Assad e dal capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah. L'Iran considera il sostegno al regime siriano un "fondamento" della propria politica estera, perché la Siria è "un elemento essenziale" (il cosiddetto "anello d'oro" della catena) "della resistenza contro Israele". Hezbollah è scesa in campo non tanto per ragioni religiose - gli alawiti sono una branca dello sciismo - ma perché considera la fine di Assad letale per l'esistenza stessa del movimento. Oggi la conquista da parte delle forze governative di Qusayr, dopo ore di bombardamenti dal cielo e da terra - fino a 50 al minuto le esplosioni - con l'aiuto decisivo di Hezbollah e anche di "elementi iraniani", come denunciato dall'opposizione siriana, ha immediatamente causato nuovi scontri nella Tripoli libanese, tra i sostenitori di Assad e quelli dei ribelli, che hanno causato due morti. I ribelli siriani hanno poi sparato razzi contro una enclave del Partito di Dio in Libano. Il contagio siriano in tutta la regione è sempre più realtà. ATS
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