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Estero
Siria: Damasco chiede rinvio consegna armi chimiche
Redazione
13 anni fa

Si allungano ulteriormente i tempi per l'eliminazione dell'arsenale di armi chimiche siriane. Il regime del presidente Bashar al Assad, che grazie ad un accordo in materia aveva sventato un attacco americano nel settembre scorso, ha proposto la nuova data del 27 aprile per concludere il trasporto all'estero delle 1300 tonnellate di materiale da distruggere, rispetto ad una scadenza fissata originariamente al 5 febbraio. Un ritardo notevole, dunque - che Damasco giustifica con le minacce al trasporto a causa dei combattimenti in corso - sul tabellino di marcia stabilito dal piano dell'Onu e dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) nel novembre scorso. Ritardo che ha provocato le proteste di Usa e Ue, insieme con le sollecitazioni a fare più in fretta. Assad aveva accettato di liberarsi del suo intero arsenale chimico di fronte alle reazioni internazionali seguite ad un bombardamento con gas tossici che nell'agosto dello scorso anno ha provocato centinaia di morti tra i civili in sobborghi di Damasco controllati dai ribelli. Ma il regime ha sempre negato di aver fatto uso delle armi proibite. Dopo un primo, inutile tentativo del governo siriano di ottenere uno slittamento di cento giorni, Damasco - si apprende all'Opac - ha dichiarato ieri di poter far uscire il materiale chimico dal proprio territorio entro il 13 aprile, eccetto quello stoccato in due siti di deposito, inaccessibili per motivi di sicurezza, per il quale le autorità siriane hanno fissato un'ulteriore scadenza al 27 aprile. Nessuna risposta ufficiale è arrivata finora dall'Opac che mantiene la 'barra ferma' sul piano di distruzione delle armi chimiche di Bashar al Assad entro il 30 giugno 2014, data sulla quale la Siria è già in ritardo. Dopo la consegna degli agenti chimici ai cargo danese e norvegese al porto di Latakia, infatti, il materiale dovrà raggiungere il porto italiano di Gioia Tauro per essere imbarcato sulla nave Usa Cape Ray, che lo distruggerà in mare aperto in circa 60-90 giorni. Ieri la Siria ha consegnato al cargo danese Ark Futura il quarto carico, costituito da 20 tonnellate di gas mostarda (iprite). Una quantità limitata rispetto al totale, ma pur sempre l'intero quantitativo nelle mani delle forze siriane di questo agente chimico, il più pericoloso perché può essere utilizzabile da solo. Il capo della missione di smantellamento, Sigrid Kaag, lo ha definito "un passo importante", ma ha anche sottolineato "l'impazienza" con cui la comunità internazionale attende il completamento delle operazioni.

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