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Estero
Siria, da Usa 123 milioni di aiuti ai ribelli
Redazione
13 anni fa

Al termine di una riunione-maratona a Istanbul conclusasi all'una di stanotte, i ministri degli esteri degli 11 Paesi occidentali e musulmani del gruppo Amici della Siria hanno chiesto l'avvio di trattative per una soluzione politica del conflitto che ponga fine immediatamente all'attuale massacro. L'opposizione siriana ha rassicurato la comunità internazionale, preoccupata per l'avanzata della componente jihadista, che non ci saranno vendette e che le armi non finiranno nelle mani sbagliate. Gli Stati Uniti, per bocca del segretario di stato John Kerry, hanno annunciato lo stanziamento di altri 123 milioni di dollari di aiuti all'opposizione armata. Secondo la stampa americana, Washington dovrebbe fornire ai ribelli mezzi blindati, giubbotti antiproiettile o occhiali per la visione notturna. La riunione si è svolta in un clima segnato dalla recente ammissione da parte del Fronte al Nusra, punta di lancia della ribellione, di fare parte della rete di Al Qaida. Una conferma che ha creato disagio nei Paesi occidentali che appoggiano la ribellione sunnita. Il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle ha chiesto all'opposizione moderata di prendere "chiaramente le distanze dal terrorismo". I ribelli chiedono armi e appoggio militare. Ma il timore, ha detto Westerwelle, è che le armi possano finire "nelle mani sbagliate" cioè ai gruppi jihadisti vicini ad Al Qaida. In una nota diffusa a margine della riunione, la coalizione nazionale siriana si è impegnata a "respingere e condannare" il terrorismo e l'estremismo e a garantire che le armi che saranno loro fornite non finiscano appunto nelle mani sbagliate. ATS

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