
Sepolta anche ufficialmente la breve tregua richiesta dall'Onu ma mai concretizzatasi, la Siria ha vissuto oggi una delle giornate più sanguinose delle ultime settimane, con bombardamenti governativi ripresi su vasta scala e almeno un attentato che ha scosso Damasco provocando vittime civili, anche bambini. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si è detto "profondamente deluso", riconoscendo il fallimento del cessate il fuoco che il Consiglio di Sicurezza aveva chiesto almeno per quattro giorni, da venerdì a oggi, in occasione della festa islamica del Sacrificio. Mentre l'inviato dell'Onu e della Lega Araba, Lakhdar Brahimi, ha avvertito che la situazione è ormai di aperta "guerra civile". La crisi è "estremamente pericolosa, la situazione è difficile e sta peggiorando", ha avvertito Brahimi dopo aver incontrato a Mosca il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, rappresentante di un Paese che, con l'Iran, è il principale sponsor del regime del presidente Bashar al Assad. Brahimi è atteso domani per colloqui a Pechino. Un nuovo colpo di mortaio sparato dal territorio siriano è intanto caduto in un campo pochi metri oltre il confine turco nella provincia di Antiochia (Hatay), senza fare danni. Ma l'artiglieria turca in risposta ha sparato alcune cannonate verso il territorio siriano. Decine di civili sono rimasti vittime dei bombardamenti governativi, anche con l'impiego dell'aviazione, in diverse regioni, secondo i Comitati locali di coordinamento dell' opposizione (Lcc). Un proiettile di artiglieria, secondo la stessa fonte, ha colpito nel pomeriggio un pullmino usato come taxi collettivo nel quartiere di Hajar al Awad a Damasco, uccidendo otto persone, tra le quali alcuni bambini. Diversi bambini, secondo la televisione di Stato, sono stati uccisi anche nell'esplosione di un'autobomba a Jaramana, sobborgo a sud della capitale. I mezzi d'informazione governativi, che durante l'intera giornata hanno fornito diversi bilanci (prima dieci morti, poi sei), hanno detto infine che 11 persone sono state uccise. La televisione ha mostrato immagini della distruzione causata sugli edifici vicini, alcuni con i muri sventrati e i balconi strappati dalla potenza dell'esplosione. Jaramana, già colpito da due attentati sanguinosi nei mesi scorsi, è un sobborgo abitato in prevalenza da drusi, una minoranza che non sostiene i ribelli. Nel tardo pomeriggio la televisione ha detto che un'altra autobomba è stata fatta esplodere a Hajar al Aswad, il quartiere dove è stato colpito il pullmino, e ha affermato che il nuovo attentato ha provocato "vittime". Ma non è chiaro se si riferisse allo stesso episodio. Secondo gli Lcc, almeno 104 persone sono morte oggi in tutto il Paese, di cui 51 a Damasco e nei suoi sobborghi e 24 ad Aleppo. La stessa fonte afferma che ad Aleppo, seconda città del Paese, 15 persone sono state uccise in un bombardamento nel quartiere di Maadi, dove sono caduti due barili-bomba usati dall'aviazione governativa per colpire le aree tenute dai ribelli, cioè barili riempiti di esplosivo e frammenti di metallo per provocare più danni possibili. Decine di altre persone sarebbero rimaste ferite. Bombardamenti sono segnalati dagli Lcc anche su diversi sobborghi di Damasco, come Zamalka e Erbin, a Maarrat al Numaan, nella provincia di Idlib, dove si combatte per il controllo della principale arteria di comunicazione tra Damasco ed Aleppo, e nel quartiere di Jouret Shiyah a Homs, dove sono avvenuti scontri tra forze governative e ribelli che controllano l'area. Combattimenti accompagnati da combattimenti sono segnalati anche nelle province di Dayr az Zor, Daraa e Hama. ATS
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