
La Commissione Onu di inchiesta sulle violazioni in Siria, di cui fa parte anche l'ex procuratrice svizzera Carla Del Ponte, ha stabilito una nuova lista di individui e di entità "responsabili di violazioni e crimini" nel Paese mediorientale. Lo ha affermato oggi a Ginevra il presidente della Commissione Paulo Pinheiro. La lista, che resta segreta, contiene i "nomi delle persone penalmente responsabili per presa di ostaggi, torture ed esecuzioni", ma anche i nomi di unità militari e agenzie di sicurezza, nonché nomi di responsabili di filiali di intelligence e di strutture di detenzione in cui vengono torturati i detenuti, nomi dei comandanti militari che prendono di mira i civili, degli aeroporti dai quali prendono il via gli attacchi con barili-bomba e di gruppi armati coinvolti in attacchi contro civili e nella loro fuga" forzata, ha aggiunto l'esperto brasiliano presentando l'aggiornamento del settimo rapporto della Commissione davanti al Consiglio diritti umani dell'Onu. In una successiva conferenza stampa, Pinheiro ha precisato che i nomi dei presunti criminali sono connessi a specifici crimini. "Abbiamo un enorme volume di testimonianze e un abbondante materiale di documentazione, abbiamo fatto il nostro lavoro", ma manca lo strumento che consenta di assicurare alla giustizia i responsabili di tali crimini, ha detto Pinheiro. Membro della commissione di inchiesta, Carla del Ponte ha sottolineato che spetta al Consiglio di Sicurezza rendere questo possibile deferendo la situazione alla Corte penale internazionale o a un tribunale ad hoc, che avrebbe il vantaggio di essere più vicino alla Siria. Il Consiglio di sicurezza è però bloccato dal veto russo. "Continuiamo il nostro lavoro sperando che presto la giustizia possa iniziare il suo corsp", ha aggiunto l'ex procuratore capo del Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia. Nell'aggiornamento sulle violazioni commesse tra il 20 gennaio ed il 10 marzo, la commissione denuncia gravissime violazioni e una violenza che non mostra "alcun segno di cedimento". Gli esperti Onu stanno inoltre indagando su notizie di "fosse comuni" consecutive ad esecuzioni di detenuti da parte nel nord della Siria dei i qaidisti dello Stato islamico in Iraq e in Siria (Isis). Indagini sono in corso anche su informazioni di decessi in strutture di detenzione del governo siriane e materiale fotografico che mostra corpi di persone con gravi ferite consecutive a torture e colpite dalla fame.
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