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Estero
Siria: battaglia in suk Aleppo, bimbi uccisi a Idlib
Redazione
14 anni fa

Il conflitto siriano è proseguito oggi con bombardamenti che non hanno risparmiato i più piccoli, e con scontri accaniti anche all'interno dello storico Suk di Aleppo. Almeno 21 persone, tra le quali otto bambini, sono rimaste uccise in un bombardamento sulla città di Salqin, situata nella provincia nord-orientale di Idlib, secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). I Comitati locali di coordinamento (Lcc) dell'opposizione affermano invece che le vittime sono state 30. Gli attivisti hanno messo in rete un video in cui si vedono alcuni abitanti raccogliere brandelli umani e poi dissotterrare dalle macerie un corpo straziato con le gambe troncate. In un altro filmato si vedono i corpi senza vita di tre bambini, tra i quali uno di forse tre anni, stesi a terra in una stanza. Anche il regime accusa di atrocità l'opposizione armata. Diciassette civili, riferisce l'agenzia governativa Sana, sono stati uccisi ieri da "terroristi" ad Al Haidariya, un villaggio nella provincia di Homs, e diversi altri sono stati rapiti. Mentre il ministro degli Esteri siriano, Walid Muallem, dalla tribuna dell'Assemblea generale dell'Onu, ha accusato gli Stati Uniti, la Francia, il Qatar, l'Arabia Saudita e la Turchia di "appoggiare il terrorismo" in Siria con armi e denaro. Muallem ha anche respinto, come macroscopiche interferenze, le richieste di dimissioni del presidente Bashar al Assad. Da parte sua il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha condannato con forza il regime per le uccisioni e gli abusi nei confronti della popolazione civile, denunciando soprattutto gli attacchi aerei e dell'artiglieria. Parole che però non hanno l'effetto di fermare le violenze, mentre il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha ribadito che l'Alleanza non ha nessuna intenzione di intervenire, ritenendo che la "soluzione sia politica". Niente sembra più lontano di una tale soluzione. Almeno cento persone, secondo l'Ondus, sono morte oggi, di cui 65 civili, 11 ribelli e 26 soldati governativi. La battaglia più accanita si svolge ancora ad Aleppo, seconda città del Paese che la settimana scorsa i ribelli avevano detto di apprestarsi a conquistare con una "offensiva decisiva". Asserragliati nello storico Suk, dove 500 negozi sono già andati distrutti nell'incendio dei giorni scorsi, gli oppositori armati resistono agli assalti delle forze governative. Ma scontri e bombardamenti sono avvenuti anche in altri quartieri. Una bomba, secondo gli attivisti dell'opposizione, è caduta anche sulla moschea di Othman Bin Mathun, nell'area di Masaken Hanano. Due i morti secondo l'Ondus, 11 secondo gli Lcc. I media del regime rispondono affermando che le forze lealiste hanno condotto "operazioni qualificate" dirette solo contro "terroristi", nelle quali 235 ribelli sono stati uccisi. Almeno 18 soldati governativi invece, secondo l'Ondus, sono stati uccisi nella provincia di Homs e altri 30 uccisi in un'imboscata dei ribelli. L'attacco, precisa la fonte, è avvenuto sulla strada tra Homs e Palmyra contro un convoglio di autobus, camion e automobili. Dapprima sono state fatte esplodere delle bombe piazzate lungo la strada e poi il convoglio è stato attaccato dai ribelli. ATS

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