
Sale a oltre 500 persone uccise il bilancio, solo in parte verificabile, del massacro compiuto negli ultimi cinque giorni in un sobborgo a sud-ovest di Damasco. Lo riferiscono i Comitati locali di coordinamento, che citano testimoni oculari e familiari delle vittime di Jdeidet al-Fadel. Secondo il conteggio dei morti ancora in corso e gli operatori impegnati nell'identificazione delle vittime, 112 persone uccise state individuate ma finora sono stati ritrovati più di 500 corpi. Alcuni - raccontano le fonti - sono stati riesumati dopo che erano stati seppelliti in gran fretta a partire da giovedì scorso, quando le milizie e i soldati fedeli al presidente Bashar al-Assad avevano cominciato i rastrellamenti nel sobborgo solidale con la rivolta. Altri corpi sono stati rinvenuti da ieri negli edifici e nelle strade abbandonate dopo il ritiro graduale degli uomini armati filo-regime. Al massacro hanno preso parte - secondo le testimonianze - membri delle Brigate di Difesa, delle 100esima e 153esima brigate, tutti e tre reparti d'élite composti in larga parte da alawiti (cui appartiene la famiglia presidenziale) e comandati da parenti del presidente Assad. ATS
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