
Nuovi appelli a partecipare domani alle manifestazioni contro il regime del presidente siriano Bashar al-Assad sono stati lanciati oggi da attivisti e militanti per la democrazia, malgrado la repressione abbia ucciso oggi almeno 19 persone, di cui tredici civili e sei militari. Sotto lo slogan "chiediamo che venga congelata l'adesione della Siria alla Lega araba", le manifestazioni di domani coincideranno con la riunione al Cairo del comitato ministeriale arabo incaricato di esaminare il dossier siriano, che accusa il regime di Assad di non rispettare il piano arabo che chiede la fine delle violenze. La riunione di venerdì sarà seguita da un'altra, il giorno dopo, allargata a tutti i ministri degli Esteri arabi. Il governo siriano aveva accettato il 2 novembre scorso il piano prevedendo anche la liberazione dei detenuti, il ritiro dell'esercito dalle città e la libera circolazione dei giornalisti e media. Tuttavia, dopo quella data, le forze del regime incaricate di reprimere la rivolta hanno rinforzato le loro operazioni, facendo decine di morti, in particolare a Homs (nel centro del Paese), epicentro della rivolta, stando alle organizzazioni siriane della difesa dei diritti dell'uomo. Oggi almeno 19 persone sono state uccise in tutto il Paese, di queste 13 sono civili, tra cui una bambina di otto anni morte a Homs e nel governatorato di Idleb (nord-ovest). Tra i militari le vittime sono sei. A tracciare il bilancio l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo (Osdh). ATS
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