
Sono circa 800 i morti in Siria dall'inizio delle proteste anti-regime senza precedenti dalla metà di marzo. Lo riferisce un'organizzazione umanitaria siriana, citata dalla tv panaraba al-Arabiya. L'organizzazione siriana per i diritti umani (Sawasia) in un suo comunicato ha precisato di avere la lista completa delle circa 800 persone uccise, per la maggior parte civili, in più di un mese e mezzo di proteste e di dura repressione da parte del regime di Damasco. Delle 800 vittime, circa 220 sarebbero cadute a Daraa, epicentro meridionale della mobilitazione senza precedenti. Solo ieri, secondo attivisti siriani, sono state uccise una quarantina di persone in tre diverse città del paese. I media governativi hanno parlato ieri solo della morte di una decina tra militari e agenti delle forze di sicurezza uccisi a Homs, a nord di Damasco. Intanto, seppur imputando l'origine delle violenze in Siria ad un "complotto" degli Usa e di Israele, l'Iran ha invitato alla "moderazione" sia il regime sia i manifestanti. "Gli sforzi della leadership e del popolo siriano per le riforme nel quadro degli interessi nazionali del paese sono una responsabilità importante, e usando moderazione sia nel presentare le richieste sia nel rispondere ad esse, può essere ottenuta una grande vittoria per la Siria", si legge in una dichiarazione del ministero degli esteri di Teheran, diffusa dall'agenzia Fars. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

