
Diciasette civili sono stati uccisi a Dayr az Zor nell'est della Siria dal fuoco delle forze armate. Lo riferiscono alcuni attivisti. L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) ha affermato, citando testimoni sul posto, che dopo l'uccisione stamani di una donna e di un giovane, almeno 15 altri civili sono stati uccisi in diversi quartieri di Dayr az Zor, capoluogo sull'Eufrate della regione orientale al confine con l'Iraq. Secondo attivisti la città è da due giorni occupata dai carri armati e bombardata da colpi di artiglieria. Il regime smentisce queste notizie e afferma che i tank sono rimasti all'esterno del centro urbano. Da parte sua Oday Sayyed, portavoce dalla regione dei Comitati di coordinamento locale, piattaforma che riunisce gli organizzatori delle proteste anti-regime, ha riferito che numerosi carri armati hanno circondato almeno quattro località nella provincia di Idlib, al confine con la Turchia. Raggiunto telefonicamente attraverso una rete cellulare turca, Sayyed ha affermato che Binnish, Taftanaz, Sirmin e Maarrat an Numan sono completamente isolate dal resto del paese e che in ciascuna località sono in corso rastrellamenti e arresti indiscriminati. ATS
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